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Art. 5. (Competenze delle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari E DIFENSORE CIVICO MILITARE)

1. Le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari curano la tutela individuale e collettiva dei diritti e degli interessi dei propri rappresentati nelle materie di cui al comma 2, garantendo che essi assolvano ai compiti propri delle Forze armate e che l'adesione alle associazioni non interferisca con il regolare svolgimento dei servizi istituzionali.

2. Sono di competenza delle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari le materie afferenti:

a) ai contenuti del rapporto di impiego del personale militare, indicati agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195;

b) all'assistenza fiscale e alla consulenza relativamente alle prestazioni previdenziali e assistenziali a favore dei propri iscritti;

c) all'inserimento nell'attività lavorativa di coloro che cessano dal servizio militare;

d) alle provvidenze per gli infortuni subiti e per le infermità contratte in servizio e per causa di servizio;

e) alle pari opportunità;

f) alle prerogative sindacali di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sulle misure di tutela della salute e della sicurezza del personale militare nei luoghi di lavoro;

g) agli spazi e alle attività culturali, assistenziali, ricreative e di promozione del benessere personale e dei familiari.

3. È comunque esclusa dalla competenza delle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari la trattazione di materie afferenti all'ordinamento militare, all'addestramento, alle operazioni, al settore logistico-operativo, al rapporto gerarchico-funzionale nonché all'impiego del personale in servizio.

4. In relazione alle materie di cui al comma 2, le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari possono:

a) presentare ai Ministeri competenti osservazioni e proposte sull'applicazione delle leggi e dei regolamenti e segnalare le iniziative di modifica da esse eventualmente ritenute opportune;

b) essere ascoltate dalle Commissioni parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, secondo le norme dei rispettivi regolamenti;

c) chiedere di essere ricevute dai Ministri competenti e dagli organi di vertice delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare.

5. A LIVELLO PERIFERICO E INTERMEDIO È ISTITUITO UN DIFENSORE CIVICO MILITARE IL QUALE:

a) E’ PREPOSTO, SU RICHIESTA CONGIUNTA DEL SINGOLO MILITARE E DEI SINDACATI RAPPRESENTATIVI , AL CONTROLLO DI LEGITTIMITA’ DEGLI ATTI E DEI PROVVEDIMENTI RELATIVI ALLE MATERIE DI CUI AL PRECEDENTE COMMA 3 DEL PRESENTE ARTICOLO ,  AD ESCLUSIONE DELLE MATERIE AFFERENTI LE OPERAZIONI E IL SETTORE LOGISTICO OPERATIVO, CON LE MODALITA’ DEL DIRITTO DI ACCESSO PREVISTE DALLA LEGGE N. 241/1990.

ESSO SVOLGE UN’ATTIVITA’ DI CONCILIAZIONE CON LE MODALTA’ CHE VERRANNO STABILITE DAL DECRETO DI CUI ALL’ART. 16.

b) IL DIFENSORE CIVICO MILITARE, DOVRA’ ESSERE UN LAUREATO IN GIURISPRUDENZA O TITOLI EQUIVALENTI, LA SUA FORMAZIONE DOVRA’ ESSERE CURATA DALL’AMMINSITRAZIONE IN ACCORDO CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI.

c) PUO’ ESSERE INVOCATO DAI MILITARI PER UNA RICHIESTA DI CONCILIAZIONE SULLE MATERIE DI SUA COMPETENZA. L’AUDIZIONE AVVIENE PER MEZZO DELLA ORGANIZZAZIONE SINDACALE A CUI SONO ISCRITTI;

d) PUO’ ESPRIMERE PARERI IN MERITO ALLE MATERIE DI CUI AL COMMA 3 DEL PRESENTE ARTICOLO , AD ESCLUSIONE DELLE MATERIE AFFERENTI LE OPERAZIONI E IL SETTORE LOGISTICO OPERATIVO, SU RICHIESTA DELL’AUTORITA’ PARLAMENTARE ,  POLITICA, MILITARE DI RIFERIMENTO O DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI;

e) HA DIRITTO AD UN TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO STABILITO IN SEDE DI NEGOZIAZIONE SINDACALE.

6. LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI:

a)  ESPRIMONO PARERI NON VINCOLANTI E SONO AUDITE IN MERITO ALLE MATERIE DI CUI AL COMMA 3 DEL PRESENTE ARTICOLO, AD ESCLUSIONE DELLE MATERIE AFFERENTI LE OPERAZIONI E IL SETTORE LOGISTICO OPERATIVO.

b) POSSONO RAPPRESENTARE E ASSISTERE I MILITARI NEI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI;