Il contratto per i militari è scaduto da tempo. Negli ultimi anni tante sono state le promesse, tutte puntualmente disattese. Anche per questo triennio le risorse messe in campo sembrano essere più scoraggianti che mai. Noi non molliamo.

E’ stato pubblicato recentemente il dpcm riguardante gli aumenti stipendiali per la dirigenza pubblica con effetti dal 01.01.2020. Trattasi di adeguamenti fissi calcolati di diritto annualmente e riferiti a “stipendi, indennità integrativa speciale e assegni fissi e continuativi” tra i quali beneficiari è compreso il personale dirigente delle Forze Armate.

Bene così, è la legge che lo prevede.

Ma a stonare è il fatto che anche il contratto degli altri ruoli è scaduto da tempo e le risorse messe in campo sono più scoraggianti che mai. Parimenti stridono le modalità con le quali pare si vogliano distribuire tali esigue risorse, ossia finanziando ancora di più gli istituti accessori (ad esempio, lo straordinario) sui quali è ben nota la fascia dei percettori, spesso coincidente proprio con la stessa che gode degli automatismi stipendiali di cui sopra.

Tanti sono stati i soldi promessi, da oltre dieci anni e da governi di ogni colore, ai quali non si è mai dato seguito. D’altronde la politica italiana si divide su tutto, persino di fronte alle emergenze e nei periodi più drammatici della vita del paese, ma eccola puntualmente compattarsi e fare fronte unico quando si tratta di svilire il personale in divisa e le loro famiglie.

La “specificità” della categoria, fortemente voluta dal legislatore, non può essere solo sinonimo di mortificazione e compressione di diritti (non ultimi quelli sindacali). Considerare il ruolo dei militari e del personale delle forze di polizia al pari delle altre categorie del pubblico impiego - non ce vogliano queste ultime - significa snaturare lo stesso concetto di specificità oltrechè stravolgere il simbolo di quelle stellette cucite sulle uniformi. 

Gli sperticati elogi e le belle parole fanno sempre piacere, specie quando si è consapevoli di meritarli, ma rischiano di perdere di ogni significato quando nei fatti rimangono solo chiacchiere e retorica di altri tempi.

L’AMUS-AERONAUTICA è unanime e si stringe attorno alle aspettative del personale. Sull’argomento ha infatti costituito un apposito gruppo di lavoro composto da esperti della materia che sta operando senza sosta e i quali risultati saranno resi noti attraverso i nostri canali e inviati alle competenti autorità.