Comunicati Stampa AMUS

Libertà sindacale: le maggiori sigle militari scrivono ai Ministri Guerini, Franco e Brunetta

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ROMA - Con una lettera congiunta, qui integralmente riportata, le maggiori sigle sindacali delle Forze Armate e delle Forze di Polizia a ordinamento militare, scrivono ai Ministri della Difesa, On. Lorenzo Guerini, del MEF, On. Daniele Franco e al Ministro della Funzione Pubblica, On. Renato Brunetta, per richiedere con urgenza una riunione, al fine di dare un celere avvio alle azioni conseguenti all'approvazione della legge sui sindacati militari e renderli immediatamente operativi.

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ON. GUERINI, SE CI SEI BATTI UN COLPO!

 

Non è la prima volta che stimoliamo il Ministro della Difesa a dare seguito a quanto stabilito dal suo  predecessore, ossia di consentire la piena funzionalità operativa alle associazioni sindacali regolarmente autorizzate.

Missive, interpelli, richieste ufficiali, allo scopo di far emanare quelle direttive che dessero attuazione alla Circolare Ministro della Difesa prot. 39591 del 22/08/2019. 

Circolare che fornisce indicazioni agli Stati Maggiori da quasi tre anni, ma totalmente ignorate dagli stessi, se non da parte della sola Arma dei Carabinieri che pare abbia istituto un Ufficio dedicato alle relazioni con i sindacati militari. 

Dai ministri che si lamentano delle truffe colossali subite dai cittadini piuttosto che contrastarle ai sottosegretari che confondono la festa della Repubblica con l’anniversario dell’Unità d’Italia, ora un altro Ministro distratto che nulla dice, nulla scrive, nulla risponde a chi con forza vuole ricordargli quanto già disposto dal Ministro pro-tempore, che altro non è che la minima applicazione di quanto sancito dalla Corte Costituzionale con sentenza 120/2018.

Stimoli e spintoni, i nostri, effettuati a più riprese, anche attraverso due ricorsi presentati al TAR e al Presidente della Repubblica che stanno producendo evidentemente gli effetti sperati, tutte attività dalle quali è scaturita l’interrogazione parlamentare (qui l'atto del Senato) alla quale auspichiamo che il Ministro dedichi stavolta l’attenzione che gli è dovuta trattandosi di applicazione di quei diritti già riconosciuti agli uomini e alle donne del suo Dicastero, oggi nuovamente calpestati. Che strano Paese il nostro, dove coloro che ci rappresentano non si comprende da che parte stanno.

Non ci resta che attendere, delusi, tanto, ma fiduciosi che quel minimo di animo democratico presente nei nostri interlocutori possa battere il primo colpo. 

 

 

Altro che “casta”!

Sindacato Militare AMUS – Aeronautica

“Nessun privilegio per i militari italiani. Chiediamo un fondo pensionistico integrativo”

 

Roma, 10 febbraio 2022 

Il sindacato militare AMUS - Aeronautica denuncia, ancora una volta, l’assenza di un fondo pensionistico integrativo per il personale militare del comparto Difesa e Sicurezza italiano. Un dispositivo che, tra l’altro, è atteso sin dalla fine degli anni ‘90 quando, con la Legge Dini, si decise, per i lavoratori della Pubblica Amministrazione, di transitare dal sistema pensionistico retributivo (molto oneroso per le casse erariali) a quello contributivo (basato sulla quota dei contributi versati).

Tali attese, che ormai superano i 26 anni, fanno emergere con chiarezza che siamo in presenza di una vera e propria beffa che mortifica, ancora una volta, chi indossa con orgoglio un’uniforme.

Il militare che andrà in pensione nei prossimi anni, infatti, vedrà, verosimilmente, abbattuto il valore economico della propria pensione con percentuali che vanno dal 40% al 50% dell’ultima busta paga. E a tradirlo sono proprio quelle “libere istituzioni” che lui ha giurato di difendere.

Eppure, alcuni organi di stampa, nei giorni scorsi, hanno riportato notizie di una ipotetica riforma del sistema pensionistico militare, relativo a tutto il personale appartenente al comparto Difesa e Sicurezza, indicando il personale militare e delle forze di polizia - fondamentale per la Difesa della Nazione e la salvaguardia dei diritti e degli interessi dei cittadini - come una “casta” che gode di straordinari “privilegi”.

Non è così.

Il sindacato militare AMUS – Aeronautica sarà sempre vicino alla propria Forza Armata e a tutto il personale del Comparto per tutelare, con ogni necessario strumento, i diritti del lavoratore militare in uniforme azzurra, svolgendo il delicato ruolo di interlocutore socialmente vigile e pronto a difenderlo da illazioni e falsa informazione.

Per informazioni dettagliate sull’argomento, digita il seguente link:

https://www.amus-aeronautica.it/press/notizie/ipotesi-di-adeguamento-coefficienti-pensionistici-di-trasformazione-mai-fare-i-conti-senza-l-oste.html

Comunicato stampa AMUS Aeronautica

AMUS-AERONAUTICA rilancia e invia richiesta formale al Ministro della Funzione Pubblica per partecipare alle attività di concertazione in itinere. In assenza di accoglimento non mancherà di attivarsi presso le sedi opportune affinché vengano una volta per tutte onorati i principi stabiliti dalla sentenza n. 120/2018 della Corte Costituzionale. Sono trascorsi oltre due anni dal riconoscimento dei diritti sindacali per i militari e l’inerzia delle forze politiche che paiono stentare così tanto nel colmare questo perdurante vuoto legislativo non è più tollerabile.

Contestualmente, in aderenza alle disposizioni introdotte con le circolari del 2018 e 2019 dal Ministro protempore Elisabetta Trenta, è stata inoltrata a firma del Segretario Generale una lettera al CSMA tesa a  portare alla sua attenzione alcune problematiche riscontrate in un Ente periferico dell’AM aventi riflessi di carattere collettivo e riguardanti materie dedicate alla concertazione che necessitano di una immediata risoluzione. Considerato il tenore e le eventuali complicanze che ne potrebbero scaturire, AMUS-AERONAUTICA rimarrà in trepida attesa delle determinazioni che vorrà assumere l’Autorità di Vertice con la certezza che quest’ultima riuscirà a cogliere le potenzialità e l’efficacia che il confronto con questa Associazione Sindacale porteranno, a beneficio del personale e delle stesse esigenze istituzionali della Forza Armata.